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Implantologia dentale
L'implantologia è quella disciplina odontoiatrica che tratta l'inserimento e l'utilizzo di impianti dentali.
Gli impianti dentali:
Gli impianti dentali sono delle specie di viti artificiali che vengono inserite nelle ossa mascellari per supportare delle protesi, fisse o mobili, o utilizzate per fini ortodontici. In pratica sono delle viti che sostengono dei denti fissi, dei ponti o che servono per ancorare delle protesi mobili. L'utilizzo ortodontico (per raddrizzare i denti) di impianti standard o di microimpianti è ancora abbastanza limitato. Il maggior utilizzo è senza dubbio ai fini protesici.
Tipologie implantari
Esistono vari tipi di impianti, di scuole diverse e di fogge diverse. Il materiale è praticamente per tutti il medesimo: titanio puro di grado 4. Qualche esperimento con bioceramiche o ceramiche sinterizzate è ancora in corso, ma fino ad ora non è la strada maestra seguita dai ricercatori. E' anche finita da tempo l'era degli impianti a lama, ad ago, a disco o altre tipologie; gli studi e le ricerche a livello mondiale convergono su impianti con morfologie simili alla forma delle radici dei denti, che consentono statistiche predicibili di osteointegrazione e di successo a lungo termine. I maggiori produttori di impianti e le ricerche cliniche si occupano pressochè esclusivamente impianti a vite di forma cilindrica o conica, simili alle radice dei denti che vanno a sostituire. Le principali scuole implantari a cui fanno riferimento i produttori di impianti sono tre:
  1. scuola svedese
  2. scuola tedesca
  3. scuola svizzera
Queste scuole implantari hanno studiato, progettato, realizzato e utilizzato impianti dentali diversi, rivelatisi poi tutti ben funzionanti. Tutti gli altri produttori di impianti si sono rifatti a queste filosofie e a queste esperienze, integrandole, magari cercando di migliorale, sviluppandole. Fondamentalmente negli ultimi 20 anni non ci sono state scoperte o invenzioni rivoluzionarie nel settore implantare. Magari si sono solo perfezionati alcuni aspetti, come la finitura della superficie dell'impianto o migliorate, evolute ed estese le tecniche di utilizzo. E' migliorata la tecnica chirurgica di contorno, diciamo; ma nell'essenziale gli impianti osteointegrati hanno raggiunto già da anni un ottimo livello tecnico-clinico.
Inserire un impianto
Dato che l'impianto dentale è una vite che va inserita nella struttura ossea, per inserire un impianto è necessario procedere all'apertura della gengiva, allo scoprimento dell'osso, alla perforazione e all'inserzione di una vite implantare. Detta così sembra una procedura particolarmente cruenta, ma così non è. La procedura di inserimento di un impianto dentale è per forza basata su una chirurgia pulita e rispettosa dei tessuti, pena la mancata osteointegrazione dell'ipmianto. Infatto l'inserzione di un impianto è una procedura ASSOLUTAMENTE NON DOLOROSA, in quanto eseguita in anestesia locale. In realtà anche il disagio post-operatorio è limitato. I pazienti che hanno ricevuto un impianto dentale, lo paragonano al decorso post-estrazione di un dente (un po' di gonfiore, un po' di fastidio). Cioè durante l'intervento implantare non si sente (ovviamente) niente. Dopo l'intervento si sente un fastidio come quando ci si fa togliere un dente. Con comuni antidolorifici si riesce a controllare il fastidio.
PERCHE' INSERIRE UN IMPIANTO DENTALE?
Per sostituire uno o più denti andati perduti. Oppure per stabilizzare una protesi mobile, anche una protesi totale. Oppure per passare da una protesi mobile ad una protesi fissa. Dato che l'impianto è una vite che sostituisce una radice di un dente andato perduto, l'impianto può essere usato come una radice per mettere una capsula, per mettere un ponte, per mettere tutti i denti fissi.
PERCHE' E' MEGLIO UN IMPIANTO DI UN PONTE?
Ci sono molti svantaggi nel perdere i denti naturali: se un dente viene perso e non viene sostituito, i denti adiacenti possono spostarsi dalla loro normale posizione. Denti storti o affollati oltre a compromettere la normale masticazione, sono più difficili da pulire favorendo l'insorgere di carie e disturbi gengivali (malattie parodontale). Per cui quando un dente viene perso, è meglio sempre sostituirlo. Il classico sistema per rimpiazzare un dente mancate è il ponte fisso. In pratica si costruisce una protesi fissa ancorandosi sui denti adiacenti. Si lavora il dente anteriore al dente perso, lo si rimpicciolisce eliminando il suo equatore e rendendolo tronco conico. Si lavora il dente posteriore al dente mancate, facendo la stessa cosa. Poi si costruisce un ponte di tre denti, che si àncora ai denti adiacenti, trasferendo il carico masticatorio su questi. In pratica per sostituire un dente occorre metterne ben tre. Oltretutto i denti vicini al dente perso non rimangono più integri, e devono sopportare il carico masticatorio del dente mancante. Questo è il ponte tradizionale, che va cementato sui denti naturali vicini al dente mancante da sostituire.
Invece di fare un ponte tradizionale di tre denti, si può mettere un singolo impianto e fargli portare un dente singolo; il dente mancante, appunto! L'impianto ha, per così dire, un MINOR COSTO BIOLOGICO, perchè non occorre alterare dei denti sani per mettere un dente mancante.
TEMPI E COSTI DEGLI IMPIANTI DENTALI :
Alcune problematiche implantari non sono state del tutto risolte. La tecnica standard e più collaudata di utilizzo degli impianti dentali prevede classicamente la seguente tempistica:
  • inserzione dell'impianto
  • rimozione delle suture (una settimana dopo)
  • scappucciamento dell'impianto (4 mesi dopo)
  • inserzione del monconcino-abutment (2 settimane dopo)
  • impronte e realizzazione del dente
Questo comporta dei tempi lunghi di guarigione e svariate sedute. Dalla perdita del dente al dente finito su impianto passano svariati mesi, anche un anno. In questo periodo di tempo il paziente può portare un dente provvisorio, ma spesso si tratta di un provvisorio mobile.
Da qualche tempo si è iniziato prima con il carico precoce (inserzione provvisorio fisso a 6 settimane) e poi con il carico immediato dell'impianto (provvisorio immediato sull'impianto appena inserito). Praticamente si bruciano i tempi di osteointegrazione, i tempi che venivano concessi all'impianto per la sua guarigione completa. Ora si mette un dente provvisorio immediatamente dopo l'inserimento di un impianto. Detta così sembra una gran bella cosa. E lo è. Ma ottiene risultati paragonabili alla tecnica classica SOLO in casi selezionati. Ad esempio la struttura ossea deve essere valida ed abbondante, e l'impianto deve avere una ottima stabilità primaria. Questo non è sempre possibile.
Costi degli impianti... mediamente un dente con impianto costa meno di un ponte fisso di tre elementi. Non ci sono differenze significative, quindi è preferibile anche dal lato dei costi, quando possibile, inserire un impianto.
CURIOSITA' E FAQ SUGLI IMPIANTI DENTALI
  •    Fino a che età si possono ricevere impianti dentali?
In realtà non esiste un limite di età. Un paziente può subire un intervento per l'inserzione di uno o più impianti dentali a qualsiasi età, visto che i meccanismi di guarigione del tessuto osseo sono i medesimi, indipendentemente dall'età del soggetto, a parte i soggetti ancora in crescita. Credo che il buonsenso possa guidare alla scelta del paziente idoneo.
  • Esiste il rigetto con gli impianti in titanio?
No, non può esserci un rigetto dell'impianto. Dato che il titanio puro è accettato da tutti gli individui, non sono stai ancora segnalati casi al mondo di rigetto-allergia-intolleranza nei confronti del titanio e degli impianti. E' pertando un materiale biocompatibile, o meglio bioinerte. Tant'è che la struttura ossea del soggetto impiantato riconosce l'impianto come una parte del corpo umano, e si produce il fenomeno dell'osteointegrazione. In pratica l'osso si attacca direttamente alla superficie dell'impianto.
  • Che percentuale di successo hanno gli impianti dentali?
Le percentuali di successo degli impianti sono confortanti. Negli studi che riportano casistiche vastissime, si possono riconoscere delle percentuali di successo che sfiorano il 97% nella mandibola e il 94% nel mascellare superiore. Con assoluta certezza possiamo dire che la percentuale totale di sucesso degli impianti dentali è comunque superiore al 90% a 10 anni. Il che significa che se inseriamo oggi 10 impianti dentali, dopo 10 anni di tempo e di funzionamento, troveremo ancora 9 impianti in condizioni perfette.
  • Quanto può durare al massimo un impianto dentale?
Non si può dire. Nel senso che non lo si può affermare con certezza. Buona parte degli impianti dentali, dopo aver superato i 10 anni è ancora in condizioni ottime. Controllando certe radiografie di impianti eseguiti una decina di anni orsono, viene da pensare che questi possano durare almeno altrettanto. Ma non ci sono ancora studi su un sufficiente numero di impianti per poter dire con assoluta sicurezza che la durata di un impianto si avvicina ai 20 anni. Non si può affermarlo, anche se taluni impianti hanno superato il trentennio di funzionamento. L'unica cosa che possiamo dire, è che un impianto ha più del 90% di possibilità di arrivare ai 10 anni di funzionamento.
  • Che problemi ha quel 10% di impianti che falliscono?
Praticamente mai problemi legati al materiale con cui sono fatti. I problemi possono essere immediati, precoci, tardivi. Il 2-5% di impianti che non si osteointegrano, falliscono per cause legate all'intervento stesso; in genere cause meccaniche o di poca stablità primaria dell'impianto. Magari perchè si è eseguito un impianto in una zona con poca densità ossea. Un'altra % di impianti ha problemi dopo la guarigione chirurgica del sito impiantare. Se gli impianti vengono persi dopo essere stati caricati protesicamente, di solito ci sono problemi di protesi, di carico masticatorio, di bruxismo (anche se taluni autori discordano). Quando un dente ha problemi si dice che è in ato una gengivite. Se è un impianto ad avere dei problemi coni tessuti che lo circondano, si parla di perimplantite.
  • Quanto dura l'intervento per eseguire un impianto dentale?
Dipende dalla sede. In certe zone della bocca, più accessibili e con un situazione di abbondanza di struttura ossea, l'impianto si può inserire in una mezzoretta, tutto compreso. In altre zone, più indaginose e magari più a rischio, il tempo richiesto è maggiore. Dipende da molti fattori.
  • Bisogna per forza prendere antibiotici per fare degli impianti?
No. Però è prassi comune fare una profilassi antibiotica per evitare infezioni. E conviene anche assumere antidolorifici per qualche giorno.